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Ciao,
oggi parliamo del ruolo del responsabile tecnico e del lavoro fondamentale che ricopre nel centro minibasket nella creazione di uno staff tecnico vincente.

Come nel basket, anche nel minibasket una volta definiti gli obiettivi a medio e lungo termine, bisogna comporre la squadra di istruttori che avrà come compito il raggiungimento degli  obiettivi stessi secondo le linee guida definite dal responsabile tecnico.

E’ di fondamentale importanza che lo staff tecnico collabori e sia coeso e trasmetta entusiasmo.

La composizione dello staff è di fondamentale importanza in quanto ogni istruttore ha caratteristiche ben precise e si esprime al meglio su determinati gruppi e fasce d’età, inoltre l’affiatamento tra istruttori è una spinta ulteriore per poter condividere e collaborare in maniera costruttiva.

Do per scontato che tutte le persone che insegnano nel proprio centro minibasket abbiano fatto un corso di formazione del CNMB e partecipino al programma di aggiornamento obbligatorio della federazione; purtroppo però ci imbattiamo, fortunatamente in pochi casi, ancora in istruttori improvvisati o, alla peggio, ex giocatori o genitori.

Dividerei lo staff in tre sottogruppi. PulciniMinibasketAvviamento alle giovanili; in quanto gli istruttori che lavoreranno in queste macro categorie hanno caratteristiche differenti. Se però ci sono istruttori che riescono a coprire tutte queste fasce d’età, ci si può ritenere fortunati.

Partiamo dalle basi – PULCINI: la categoria pulcini (5-6 anni).

Molti centri minibasket commettono l’errore di affidare il gruppo dei bambini più piccoli (5-6 anni) a giovani istruttori o a giocatori della prima squadra che vogliono dare una mano. Nulla di più deleterio per la società. Questa fascia d’età, che sicuramente è la più difficile da gestire, deve essere assegnata ad un istruttore esperto (il top sarebbe un laureato in scienze motorie) che abbia come obiettivo lo sviluppo degli schem imotori di base, sappia emozionare e creare un’empatia con i bambini. Non deve porsi limiti alla fantasia e lavorare sul bambino in ottica di multisport.
le parole chiave di riferimento per questo gruppo sono EMOZIONE, EMPATIA, FANTASIA, SCHEMI MOTORI DI BASE.
Possiamo affiancare all’istruttore un giocatore della prima squadra o delle giovanili, da usare come richiamo per i più piccoli;
oppure un istruttore alle prime esperienze in modo da farlo crescere e indirizzarlo sulle metodologie corrette per lavorare con i più piccoli.

IL MINIBASKET: le categorie Scoiattoli (7-8 anni) e Aquilotti (9-10 anni)

Qui l’istruttore deve proseguire il lavoro sugli schemi motori, consolidarne e combinarne l’utilizzo tra loro dando la prima infarinatura sulle regole del gioco. I bambini devono SCOPRIRE il minibasket. Si aggiungono lavori sull’equilibrio statico e dinamico. anche in questo caso l’istruttore deve essere un punto di riferimento. Si inizia a creare il gruppo/squadra, quindi si formano le prime relazioni tra istruttore e bambino, la persona ideale deve essere vivace ed esperta, deve saper incoraggiare l’esplorazione dei bambini verso il mondo del minibasket.

Al termine di questo ciclo i bambini devono aver acquisito le regole del gioco, devono saperle applicare in modo corretto all’interno delle azioni di gioco; in pratica: acquisiscono le prime competenze

AVVIAMENTO ALLE GIOVANILI:La categoria Esordienti (11 anni)

Nell’ultimo anno di minibasket ci si avvicina al basket, il canestro è regolare ad altezza 3.05m, si gioca in 5 (e non più in 4), quindi si riducono gli spazi e si aumentano le difficoltà di scelta ed esecuzione; i tempi di gioco si riducono da 6 a 4 e aumentano i minuti (da 6 ad 8); si inizia ad introdurre la possibilità dei cambi (anche se limitati e sempre nell’ottica di far giocare tutti).

Qui l’istruttore deve saper cogliere le difficoltà elencate sopra. Il bambino deve modificare le impostazioni di tiro (canestro alto), lo spazio di gioco diminuisce (si gioca in 5) e quindi le scelte devono essere prese in minor tempo. Le lezioni si basano sulle competenze. Gli schemi motori vengono raffinati, si lavora anche sulla rapidità e sulla resistenza. Errore da evitare è focalizzare l’obiettivo sui risultati piuttosto che sull’apprendimento del bambino. I fondamentali sono insegnati come “strumento” per risolvere problemi cognitivi. L’istruttore deve accompagnare il ragazzo nel mondo del basket motivandolo, magari con lezioni divertenti e non convenzionali. Deve, insomma, creare lo spirito di squadra mettendo al centro il bene del ragazzo.

Il responsabile tecnico deve quindi costruire lo staff tenendo conto delle caratteristiche degli istruttori, degli obiettivi che si pone il centro minibasket; Molto utili sono incontri periodici (mensili, trimestrali) dove tutti gli istruttori fanno il punto della situazione, si confrontino sul programma e sugli esercizi proposti. Questo perché ogni istruttore, pur bravo che sia, ha sempre da imparare dagli altri.

 

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