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Ciao
riporto qui un articolo recuperato dal web.

Il ruolo dell’allenatore, sia esso di settore giovanile o di prima squadra, va oltre l’insegnamento del gesto tecnico, degli schemi tattici e dell’allenamento muscolare.

Allenare è educare, e l’allenatore dovrebbe essere un protagonista attivo di esperienze formative non frustranti dei ragazzi che gli si affidano.

Soprattutto nei settori giovanili c’è bisogno di imparare giocando, in un clima psicologico gratificante e stimolante in cui l’istruttore diventa modello comportamentale da seguire. In particolare, un gioco di squadra racchiude in sé elementi quali:

  • la socializzazione;
  • la comunicazione;
  • un coinvolgimento emotivo particolarmente alto specie durante la gara;
  • l’applicazione della componente intellettivo-cognitiva, capace di affrontare e risolvere problemi che frequentemente sì presentano nelle infinite situazioni del gioco;
  • la componente motoria che permette un sempre maggiore controllo del movimento assieme all’aumento della prestazione dell’atleta.

Tutto questo permette di formare in modo completo l’uomo, il ragazzo, il bambino-giocatore che si gioverà anche di tutte le esperienze derivate dalla pratica sportiva per affrontare la vita di tutti i giorni.

L’apprendimento di un gesto tecnico o di un movimento segue diverse fasi che passano dalla comprensione del movimento, alla rappresentazione mentale, per finire all’attuazione globale con relativa analisi. Per eseguire un gesto tecnico corretto e per poterlo quindi ripetere occorre che coincidano esattamente la rappresentazione percepita, l’immagine sentita e quella attuata.
L’allenatore-educatore è colui che conoscendo i meccanismi di acquisizione del gesto tecnico efficace, economico, corretto è in grado di immedesimarsi nell’animo del ragazzo, intuirne gli errori e applicare l’adeguata e “amorevole” correzione.
Tutti gli sport possiedono una forte incisività formativa, educativa e socializzante se proposti con giusti criteri psicopedagogici. Nell’insegnamento di un gioco di squadra, specie quando si ha a che fare per la prima volta con un gruppo di atleti siano essi giovani o adulti, è necessario affrontare l’attività di allenatore con metodo.
E’ importante la capacità di osservazione del tecnico per valutare il livello iniziale dal quale partire per fornire appropriate proposte di lavoro; è difatti basilare che le proposte rispettino le capacità degli atleti. Esse non devono essere né troppo facili, né troppo impegnative per stimolare e ottenere la massima attenzione e disponibilità tecnico-mentale.


Di

Istruttore Nazionale Minibasket Allenatore di Base Istruttore Easybasket

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