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Come scritto qualche tempo fa nell’articolo Il Project Manager nel minibasket, dove illustravo l’importanza della programmazione in un centro Minibasket, anche per l’istruttore è fondamentale programmare l’attività tecnica dei propri gruppi.

Questo permette di definire gli obiettivi, i metodi e, soprattutto, di avere un feedback che ci permette di correggere errori  che comporterebbero il non raggiungimento degli obiettivi.

Io parto sempre dal presupposto che i Bambini hanno voglia di giocare e di apprendere, e quindi è sempre utile chiedere ai bambini a fine lezione quale attività/gioco è piaciuto di più .

Gli istruttori che affermano di avere bambini che non ascoltano e si ostinano nella loro progressione didattica o nell’usare lo stesso approccio didattico e metodologico, secondo me non colgono appieno i malumori del gruppo.

La mia esperienza mi porta sempre ad analizzare il mio comportamento in campo, se ho preparato la lezione in modo corretto, se ci sono proposte valide e stimolanti, se i bambini si sono divertiti, se gli obiettivi che mi ero posto sono stati raggiunti; solo allora prenderò in considerazione il fatto che i miei allievi non capiscono.

In anni di lavoro, è capitato pochissime volte che, dopo aver analizzato la mia proposta e la lezione, abbia riscontrato problemi negli allievi.

Quindi per prima cosa: PROGRAMMARE la stagione nel suo insieme (da settembre a giugno), porsi degli obiettivi sfidanti ma raggiungibili, sia a livello di gruppo che individuale (soprattutto nell’ultimo anno minibasket ), fissare dei traguardi trimestrali e mensili, programmare delle lezioni di test per avere un feedback e motivare ulteriormente il gruppo.

ATTENZIONE: non dobbiamo esasperare l’obiettivo, ci sono tempi e modi, non dobbiamo mettere ansia ai bambini, il tutto deve avvenire in modo graduale e con proposte adeguate

Per la programmazione ho una metodologia di massima dove definisco gli obiettivi optativi e tecnici di fine stagione facendo l’anamnesi del gruppo e le dovute considerazioni;

La cosa importante è l’anamnesi del gruppo ad inizio anno.  La valutazione degli schemi motori e delle capacità tecniche acquisite, da quanto tempo fanno minibasket, se ci sono leader, se sono presenti bambini con deficit motori o caratteriali. Questo quadro, confrontato con gli obiettivi indicati dalla federazione e con gli obiettivi della società aiuta a definire un programma annuale che sia adatto ai bambini; e dico bambini e non Società.

Definiti gli obiettivi finali procedo nel suddividere la stagione sportiva in trimestri (settembre-novembre, dicembre-febbraio, marzo-maggio) e per ognuno di essi imposto degli obiettivi in modo tale da lavorare con una progressione didattica ben precisa.

Dal trimestre, con obiettivi definiti, inizio a scomporre l’attività mensile e poi settimanale; qui dipende molto da come intendiamo lavorare: posso infatti fermarmi a obiettivi mensili oppure scendere a quelli settimanali (forse eccessivi per il minibasket) , ma dipende da quante ore di lezione abbiamo alla settimana.

A questo punto riesco a stilare una progressione mensile/settimanale che scompongo fino al livello della singola lezione.

Importantissimo è il feedback da parte dei bambini e dai test che mi permette di verificare la corretta progressione e il corretto apprendimento da parte del gruppo. Quindi nel corso dell’anno ci saranno lezioni “standard di feedback” che mi permetteranno di valutare i miglioramenti sia del gruppo che dei singoli bambini.

Nella lezione giornaliera è utile segnarci tutte le informazioni di quanto fatto (e non fatto) e le motivazioni. Molte volte mi capita di fare un piano di lezione che sulla carta rispetta la programmazione, l’intensità, i tempi, e le metodologie corrette; però mi accorgo che i bambini non rispondono come mi aspettavo. Quante volte proviamo giochi ed esercizi fatti da altri istruttori che sono bellissimi, ma quando li riproponiamo al nostro gruppo “non funzionano?”

La risposta è semplice e va ricercata nella programmazione e nel modo che in cui noi stiamo in campo. I giochi (come gli esercizi nel basket) devono essere “masticati”, provati e riprovati… dobbiamo calarli sul nostro gruppo, dobbiamo capire se la proposta è troppo difficile o troppo noiosa. Quest’analisi deve essere assolutamente fatta per non incorrere in errori e rischiare di vedere l’entusiasmo calare.

La prima cosa che chiedo a fine lezione è: Quale gioco vi è piaciuto di più? Perché? E quale gioco vi è piaciuto di meno? Perché?

Nell’arco della stagione poi saranno i bambini a richiedervi alcuni giochi. Usiamo queste informazioni per preparare le lezioni.

Dobbiamo anche tenere in considerazione alcuni periodi critici della stagione quali:

inizio delle attività, dove arrivano i nuovi iscritti a provare, magari alla prima esperienza. Qui dobbiamo essere bravissimi a fare lezioni stimolanti, con tanti giochi che non annoino i “veterani” ma che risultino accessibili anche a chi non ha mai fatto minibasket.

fine stagione, dove le giornate sono calde e i bambini preferiscono giocare all’aperto. Qui solitamente si prediligono giochi di squadra, sfide emozionanti, e piccoli tornei interni al corso. In alcuni casi in questo periodo molti centri minibasket iniziano a fare le preiscrizioni per la stagione successiva e anche qui potrebbero arrivare in palestra bambini nuovi e quindi, se non è possibile fare lezioni ad hoc per loro, la soluzione di tornei 3v3 o gare potrebbe essere una soluzione valida.

Quindi, ricapitolando, per una buona programmazione bisogna:

  • Fara l’anamnesi del gruppo e dei singoli bambini;
  • Definire gli obiettivi annuali, trimestrali, mensili e settimanali (opzionali);
  • Predisporre “lezioni Feedback” ripetibili nel tempo;
  • Predisporre lezioni giornaliere e, alla fine della lezione, pretendere feedback positivi e negativi;
  • Masticare le proposte gioco e non semplicemente copiarle da altri, aggiungerci del vostro, per calarli nel vostro mondo.

Se nel centro minibasket ci sono più istruttori è bene fissare riunionimensili per discutere eventuali problemi vissuti sul campo. Lo scambio di idee e informazioni accresce lo staff e rende tutti più preparati

Un esempio di programmazione potrebbe essere impostata nel seguente modo:

stagione settembre/maggio gruppo SCOIATTOLI

due allenamenti settimanali da un’ora per un totale  di 60 giorni (600 ore)

lavoro sugli schemi motori di base

obiettivo il lavoro sulle quattro regole (palleggio, tiro, passaggio, difesa)

definendo 100% il raggiungimento degli obiettivi finali possiamo decidere che durante l’intera stagione il 50% del nostro lavoro dovrà avere come obiettivo il miglioramento degli schemi motori di base.

Questo significa che il restante 50% lo devo dividere tra gli obiettivi optativi.

Riportando tale percentuali anche sui singoli trimestri e sui singoli mesi posso rendermi conto di quanto tempo devo dedicare ad ogni singola attività durante la singola lezione.

In questo modo otterrò uno schema di lezione del tipo:

Attivazione: 15min. (25%)

Fase Centrale: 20min. (33%)

Fase Finale: 15min. (25%)

Preparazione giochi e spiegazioni: 5min.( 8%)

Pause fisiologiche: 5min. (8%)

Però dovrò tener conto che in questa lezione il 50% è dedicato agli schemi motori di base e che il restante è diviso su una regola (o varie combinazione di regole) del minibasket.

Generalmente applico la programmazione ciclica che consiste nel proporre tutte le regole nel minor numero di lezioni in modo da portare i bambini a disputare una partita (1v1) nel minor tempo possibile.

In questo modo alla 4a/5a lezione i bambini potranno stare in campo e giocare 1vs1 o minipartite.

Importante è capire che il lavoro sugli schemi motori posso farlo anche lavorando contemporaneamente su una regola del minibasket, per esempio se devo lavorare sul tiro, la parte di attivazione sarà prevalentemente sul lanciare-afferrare-saltare. Questo non vuol dire che farò solo questi schemi motori, ma che la mia osservazione e correzione si focalizzerà su questi.

Anche la lezione non sarà solo di “Tiro” ma comprenderà anche le altre 4 regole, abbinate e combinate secondo la mia programmazione e al livello raggiunto dal gruppo; sarà la mia capacità a far prevalere le correzioni sul gesto del tiro, focalizzandomi di più su questa regola che sulle altre.

In questa programmazione ciclica posso così lavorare su un obiettivo proponendo giochi con tutte le regole e, proprio la ciclicità, mi permette di correggere tutti gli errori (dal più grossolano, al dettaglio) in poche lezioni.

Il ciclo si ripete e dopo 4 o 5 lezioni torneo sull’argomento della prima regola, già vista in precedenza, inserendo proposte più difficili e aumentando il livello di correzione.

A questo punto che dire…. Buona programmazione a tutti.

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