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Claudio Brambilla
Claudio Brambilla

Come è cambiato il modo di essere istruttori o allenatori dopo l’avvento dei social network?

Da una parte abbiamo più facilità ad avvisare e tenere aggiornati le famiglie dei nostri bambini con le pagine facebook del centro minibasket, con i  gruppi WhatsApp e altro. Però è tutto rosa e fiori? quali sono i pro e i contro dell’utilizzo di questa tecnologia?

Da prima c’era il Telefono.

Chi insegna minibasket da più di 20 anni sa cosa vuol dire, solo per organizzare una partita amichevole si doveva prendere la mitica agenda contenente tutti i contatti disponibili, ed iniziare una trafila di telefonate più o meno brevi per programmare la gara. dopodiché bisognava aspettare quei 6-7 giorni per avere una risposta e quindi si ricominciava a chiamare i ragazzi per avere la disponibilità. Un’odissea.

Figuriamoci se poi si doveva cercare un istruttore o un allenatore. Anche qui le agende dei Dirigenti Veterani erano le più ricercate, tanti contatti, tanti numeri di telefono…. c’era un passaparola ad ogni telefonata e tempi di attesa di mesi.

L’istruttore era visto come un Guru, nessuno sapeva nulla di lui se non per voci provenienti da altri centri minibasket e si veniva contattati solo in caso di emergenza, il più delle volte si parlava con il proprio dirigente responsabile al termine della lezione o durante una riunione tecnica. (bei tempi)

Per fare le convocazioni alle partite si utilizzava la lista dei convocati e ad ogni bambino veniva dato un post-it promemoria.

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Poi vennero i telefonini e le e-mail

Con l’avvento dei telefonini i tempi di attesa diminuirono vistosamente, bastava un SMS e nel giro di poche ore avevi una risposta. Senza contare anche l’impatto in termini economici.

Se poi avevi il contatto giusto con relativo indirizzo di posta elettronica, inviavi una mail dettagliata e allora si era quasi a metà dell’opera.

La vita dell’istruttore veniva invasa da qualche SMS dei dirigenti, da qualche genitore audace che si spingeva oltre le canoniche ore di lezione, per chiedere informazioni sugli orari di allenamento.

Se il centro minibasket era all’avanguardia, aveva un sito internet statico con le informazioni essenziali da dare ai genitori in modo da limitare le chiamate in sede.

diciamo che si intravedeva l’utilizzo efficace della tecnologia, poco invadente e utile.

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Ed oggi siamo Social.

Da questo momento in poi cambia tutto: tutto è in tempo reale, si manda un messaggio su Facebook o twitter e subito si hanno le risposte. si creano i gruppi di discussione, si crea il gruppo WhatsApp per la squadra, tutti sanno tutto.

I centri minibasket creano pagine Facebook dedicate, si crea un gruppo social per condividere gli eventi sportivi, si creano gruppi WhatsApp per ogni squadra, si cerca di far arrivare le informazioni in realtime.

Ho bisogno di sapere quanti bambini sono disponibili per quell’evento? basta WhatsApp ed ecco che hola risposta. Voglio cercare un torneo? metto un post su facebook e nel giro di un giorno ho già delle risposte.

Organizzo un torneo e voglio invitare mezzo mondo? ecco che creo un evento.

Tutto bello, immediato, realtime.

ma cosa dobbiamo dare in cambio?

Dall’altra parte ci sono i cotro, uno di questi è che non si stacca mai la spina. ogni minuto si è tartassati da notifiche più o meno urgenti e necessarie.

Se io istruttore sono su un qualsiasi social network devo stare attento al mio profilo. Perché sicuramente sarà visitato dai centri minibasket che cercano un istruttore o, peggio ancora, sarà visto dai genitori dei bambini della mia squadra.

Attenzione quindi al proprio profilo social. Un post sbagliato, magari dopo una cena con amici all’uscita di un pub, potrebbe vanificare anni di lavoro e sbriciolare in un attimo la nostra credibilità verso i genitori o le società. Per questo bisogna essere coerenti, se in palestra predico lealtà sportiva, impegno e sacrificio; poi non posso commentare un evento e lasciarmi andare a insulti, faziosità ed altro.

Anche quando sono sui social devo sapere che sono un esempio per i ragazzi e per le persone che me li hanno affidati durante la stagione.

questo lo dico soprattutto per l’ultima generazione di istruttori, che sono cresciuti già nel mondo social, che sono abituati a postare qualsiasi cosa, che vogliono condividere tutto. Sappiate che internet non dimentica. e magari tra 10 anni qualche genitore spulciando la rete troverà quel post in cui ubriachi, vi siete fatti fotografare in post-sbronza.

Ecco, mi viene in mente la strofa della canzone di J-AX & Fedez

E come faranno i figli a prenderci sul serio Con le prove che negli anni abbiamo lasciato su Facebook Papà che ogni weekend era ubriaco perso E mamma che lanciava il reggiseno ad ogni concerto…

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