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Ciao, riprendo un post di Fb della collega Marta Pozzi in merito alle competenze che deve avere un Istruttore.

Ora, prima di proseguire nella lettura dell’articolo, vi chiedo di pensare quali, secondo voi, sono i “saperi” indispensabili per essere un ottimo istruttore minibasket.

Fatto?! bene, adesso potete proseguire nella lettura dell’articolo

L’istruttore deve avere delle competenze in merito alla materia che insegna e che intende trasmettere ai bambini, ma prima di tutto ci sono questi 6 “saperi” che deve far suoi per diventare un ottimo istruttore.

I sei saperi dell’istruttore

Saper motivare: motivare gli allievi ad impegnarsi costantemente in allenamento per raggiungere gli obiettivi prefissati. Per un istruttore di minibasket direi che deve motivare dando sempre rinforzi positivi in qualsiasi situazione di correzione.

Saper comunicare: entrare in relazione con gli allievi e comunicare efficacemente con loro, fornendo le istruzioni e le indicazioni più opportune. Deve saper entrare in empatia con il gruppo, stupirli ogni volta che i bambini si presentano in palestra, non essere mai prevedibile e utilizzare giochi diversi e mai ripetitivi; utilizzare tutti gli attrezzi a sua disposizione per lavorare sull’obiettivo variando i giochi e gli esercizi

Saper programmare: selezionare gli obiettivi dell’allenamento e costruire situazioni didattiche atte a favorire l’apprendimento. Questo è il punto principale. La programmazione è fondamentale per essere efficaci e ottimizzare i tempi (aimè poche ore) di lezione settimanale

Saper osservare: analizzare il comportamento motorio degli allievi, evitando un’eccessiva influenza dei fattori soggettivi e le abitudini. Questo permette all’istruttore di fare correzioni mirate, di individuare l’errore principale e fare le dovute correzioni

Sapere valutare: verificare e valutare l’efficacia dell’insegnamento. Il Feedback di ogni lezione è importante per capire se gli obiettivi che ci siamo posti sono corretti per l’età e il gruppo; saper essere critici sul lavoro svolto in palestra e accettare il confronto con i colleghi

Saper far fare: per rendere il bambino autonomo nelle proprie scelte. In questo caso l’istruttore deve gestire la dimensione relazionale e comunicativa incoraggiando il bambino ad utilizzare il feedback e il feedforward; i primi rendono conto del cambiamento e dello sviluppo; mentre i secondi modellano il ruolo attivo del bambino teso al raggiungimento dei propri obiettivi.

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