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Ciao, in questo periodo di quarantena, costretti a rimanere in casa sono a riproporvi la mia personale classifica di film sul basket. Buona visione

sicuramente tutti voi avrete visto il film Space Jam con il mito Michael “Air” Jordan nei panni del salvatore della terra,

ma questo non è l’unico film prodotto sul mondo della pallacanestro.

Di seguito provo a generare una classifica dei film più belli che coinvolgono la palla a spicchi e che consiglio di far vedere a tutti i ragazzi appassionati di questo sport.

Glory Road (Vincere cambia tutto) 

è un film del 2006, basato su una storia vera, uscito direttamente per il mercato home video per la Walt Disney Pictures. In Italia è stato trasmesso in 1ª TV su Rai 1 il 23 luglio 2012.

Trama

Don Haskins un allenatore che insegna pallacanestro a ragazzine in un liceo. Un giorno gli viene proposto di allenare i Texas Western Miners, la squadra maschile del college di El Paso, Texas. La squadra è messa male, sia a livello agonistico sia economico, così Haskins decide di investire di tasca propria andando alla ricerca di giovani talenti sparsi per gli Stati Uniti. La squadra verrà formata da cinque bianchi e sette afroamericani, che non saranno ben visti dalla mentalità razzista di quegli anni. Nonostante tutti i problemi la squadra dei Texas Western Miners fece un’eccezionale regular seasonnel campionato 1965-66 con 23 vittorie e 1 sola sconfitta, centrando così l’ingresso al torneo finale del 1966 della NCAA (National Collegiate Athletic Association). In finale la squadra incontrò quella dellaUniversità del Kentucky e, schierando un quintetto base di soli giocatori di colore, la batté con il punteggio di 72–65.

Colpo vincente (Hoosiers)

è un film del 1986 diretto da David Anspaugh, ispirato alla vera storia della Milan High School che nel 1954 vinse il campionato di pallacanestro dello Stato dell’Indiana.

Ha ricevuto due candidature ai Premi Oscar, per il migliore attore non protagonista (a Dennis Hopper) e la migliore colonna sonora.

Basket coach. Tecnica e tattica

Trama

Norman Dale è un allenatore di pallacanestro che a causa di un increscioso episodio del suo passato sportivo (un violento alterco a seguito del quale, dopo avere malmenato un giocatore durante un allenamento, viene richiesta la sua radiazione dalla Commissione dello Stato di New York) è da dieci anni in inattività. Egli viene chiamato dal suo amico Cletus nello sperduto paesino di Hickory nell’Indiana per allenare la squadra della scuola e per offrirgli un’altra possibilità di lavoro.

L’inizio non è privo di difficoltà viste le problematiche relative alla piccola comunità: la ritrosia ed in alcuni casi l’aperta ostilità di fronte agli “estranei”, le nuove metodologie di allenamento e di condotta della squadra che faticano ad essere accettate, la chiamata come assistente allenatore di “Colpo in canna”, genitore alcolizzato di uno dei giocatori, ed il carattere del coach incapace di scendere a compromessi, tanto sul piano umano quanto su quello sportivo; difficoltà che esplodono dopo le prime partite nelle quali i risultati non arrivano e dove Dale viene spesso espulso per intemperanze, tanto che nel paese viene chiesta una votazione per rimuoverlo dal suo incarico.

Egli sembra cedere ma, grazie alla fiducia nelle sue qualità umane da parte della professoressa Myra Fleener che inizialmente, al pari degli altri concittadini, lo aveva osteggiato ma che successivamente si innamorerà di lui ed il sostegno di Jimmy Chitwood, il migliore giocatore della squadra che aveva abbandonato lo sport ma che si rende disponibile a tornare a condizione che Dale rimanga, viene mantenuto al suo posto a dispetto di una prima votazione contraria. Da quel momento le cose iniziano a migliorare e la “piccola” squadra, composta da soli otto giocatori, comincia ad inanellare successi arrivando inaspettatamente fino alla storica vittoria nel campionato dello Stato.

He Got Game

è un film del 1998, scritto e diretto da Spike Lee.

Il film presenta molti camei di veri cestisti professionisti statunitensi, tra cui Michael Jordan e Shaquille O’Neal. Fu presentato fuori concorso alla Mostra di Venezia.

Trama

Primavera, 1998. Jake Shuttlesworth è rinchiuso da più di sei anni nel carcere di Attica, presso New York, per scontare una condanna di venti anni di reclusione per l’omicidio preterintenzionale della moglie. Fuori dal carcere, suo figlio diciottenne Jesus è considerato la promessa più grande del basketliceale e le più prestigiose università degli Stati Uniti d’America sono disposte a tutto pur di averlo nelle loro squadre a partire dalla stagione successiva. Jesus, che con la squadra del suo liceo ha vinto da poco il campionato statale, non ha ancora compiuto la scelta e manca solo una settimana allo scadere dei termini. Per questo motivo, Jake viene convocato dal direttore del carcere che gli propone, da parte del governatore dello Stato di New York, una forte riduzione di pena se riuscirà a convincere suo figlio ad iscriversi all’Università di Big State, della quale il governatore è accesissimo sostenitore.

Per permettere l’incontro tra padre e figlio, Jake viene costretto a mangiare del cibo avariato ed allontanato in segreto dal carcere per motivi di salute. A questo punto, Jake ha una settimana di tempo per convincere il figlio Jesus ad iscriversi all’Università di Big State; a vegliare su Jake ci sono gli agenti Crudup e Spivey.

Jake incontra subito sua figlia Mary, che va alle scuole medie ed è molto felice di rivederlo. Molto diversa è la reazione di Jesus, che rifiuta di ospitare suo padre, lo tratta con astio e diffidenza e non accetta di parlargli.

Jake così si reca in un albergo a Coney Island, dove viveva con la famiglia e dove sono cresciuti i figli, un quartiere problematico di Brooklyn in cui una delle attività più diffuse è la pallacanestro da strada e i giovani passano ore sui playground. Qui conosce Dakota Burns, una prostituta, continuamente picchiata dal suo protettore, Sweetness. Jake si innamora presto della donna e farà quel che può per farla uscire dalla sua drammatica situazione.

Nel frattempo, Jesus vive una settimana molto difficile. Il ragazzo è infatti pressato da quasi tutte le persone che gli sono vicine, tra cui gli zii con cui è cresciuto dopo la morte della madre e la condanna del padre, il suo allenatore e anche la fidanzata Lala, che arriva addirittura ad accettare denaro per esercitare la sua influenza sul ragazzo. Riceve la visita di controversi procuratori sportivi che lo spingono a entrare direttamente nella NBA e di università che lo portano a visitare il loro campus per invogliarlo nella fatidica scelta. Jesus resta nell’indecisione: ha la sorella minore a cui badare, vive in un quartiere povero e diventare subito un giocatore professionista gli risolverebbe subito i problemi economici, privandolo però della possibilità di avere un’istruzione universitaria e con il rischio di venire circondato di parassiti e di cadere nei mille pericoli dello sport professionistico. Tutti sentono l’odore dei soldi che Jesus guadagnerà: la situazione lo disgusta non poco e continua a chiudersi in se stesso, rimandando la decisione alla conferenza stampa dell’ultimo momento.

Jake cerca invano di stabilire un dialogo con il figlio, raccontandogli tra le varie cose anche il perché del suo particolare nome: Jesus in onore del suo idolo “Black Jesus”, come era chiamato il cestista Earl Monroe, campione NBA con i New York Knicks nel 1973 e in passato stella dei Baltimore Bullets. L’ultima sera prima del termine della settimana di semilibertà, confessa finalmente al figlio il motivo per cui è uscito di prigione, e lo sfida a basket in un duello uno-contro-uno per costringerlo a scegliere l’Università di Big State: se vince il padre, Jesus si iscriverà a Big State; se vince il figlio, farà quello che meglio crede. Durante la prova, nel playground vicino casa, padre e figlio si confesseranno i loro più reconditi segreti, instaurando finalmente un dialogo per anni assente. La sfida viene facilmente vinta da Jesus, che davanti a Crudup e Spivey, sopraggiunti per riportarlo al carcere di Attica, getta davanti al padre le carte della sua iscrizione a Big State.

Tuttavia, commosso dalla sincerità e dall’affetto che il padre prova per lui nonostante i suoi rifiuti, Jesus accetta comunque di iscriversi a Big State e lo comunica ufficialmente durante la conferenza stampa al suo liceo, mentre Jake, ora tornato in carcere, riesce finalmente ad avere un dialogo con il figlio. Ma in conclusione il direttore del carcere si rimangia la parola negando l’abbreviazione della pena e vanificando così il sacrificio di Jesus.

Coach Carter

è un film del 2005 diretto da Thomas Carter e interpretato da Samuel L. Jackson.

L’autore della sceneggiatura è Mark Schwann, in seguito creatore della serie televisiva di successoOne Tree Hill.

Trama

Ispirato ad una storia vera, il film narra la vicenda di Ken Carter, ex giocatore professionista di basket, che si trova ad allenare gli Oilers della Richmond High School, scuola dove, tra l’altro, ha mosso lui stesso i primi passi.

La squadra, formata da ragazzi appartenenti a famiglie molto povere e in alcuni casi già sulla via della delinquenza, dopo le iniziali schermaglie trovano in Carter un mentore e ispiratore per un futuro migliore. Dopo duri allenamenti che porteranno la squadra a riscattarsi in campo, il coach riuscirà a rendere consapevoli i suoi giocatori che la via per migliorare la loro vita passa attraverso l’istruzione: spingendoli a studiare e grazie alle loro capacità nel basket, li motiverà a conquistare borse di studio che consentano loro di compiere studi universitari.

Blue Chips (Basta vincere)

è unfilm del 1994 di William Friedkin.

Trama

Pete Bell è un coach di basket in un college, combattuto tra la fame di vittoria e i limiti delle severe regole dell’NCAA.

Above the Rim 

è un film del 1994 diretto da Jeff Pollack. La trama è stata scritta da Pollack e dal giornalista Barry Michael Cooper, ed è tratta da una storia di Pollack e Benny Medina.

Il film, con Duane Martin, Leon Robinson, Tupac Shakur, Marlon Wayans, Christopher Andrews eWood Harris, racconta la storia di una promessa del basket liceale di New York City e del suo rapporto con due persone; uno spacciatore di droga e un’altra star del basket ora guardia di sicurezza del suo ex-liceo.

Il film è uscito nelle sale americane il 23 marzo 1994, incassando 3.738.800 dollari nel week-end d’esordio, per arrivare ad un totale di 16.192.320 dollari.

Trama

Un giovane atleta che aspira ad arrivare nell’NBA è costretto a prendere delle pesanti decisioni riguardante lo sport e la sua vita. Kyle Watson è un giocatore di basket con molto talento, che sta per diplomarsi. Mentre si trova ad aspettare di scoprire se riceverà o no una borsa di studio per la Georgetown University si trova a dover affrontare un dilemma: deve decidere se giocare il torneo del quartiere e seguire il suo buon coach o Birdie e Motaw, due “gangsta” locali. Kyle si trova in oltre ad avere un risentimento per la guardia di sicurezza del liceo Tony “Shep” Sheppard perché sua madre si è innamorata di lui. Coincidenza vuole che l’allenatore di Kyle vuole far giocare al torneo anche Shep, dotatissimo giocatore. In seguito si scopre che Shep non è altro che il fratello maggiore di Birdie. Dopo la morte dell’amico Nutso però sembra che Shep non voglia più giocare di nuovo.

Chi non salta bianco è

è un film statunitense del 1992 diretto da Ron Shelton.

Trama

Billy Hoyle è un talentuoso giocatore di pallacanestro che desidera sfondare nel mondo della NBA. Raggiunta la storica spiaggia di Venice Beach in California con lo scopo di poter giocare con personaggi di alto livello e scommettendo di poter portare loro via del denaro, conosce Sidney Deane,afroamericano, che ritiene essere un grande giocatore. Billy propone una sfida al tiro da tre che, in mezzo ad un trash-talk serrato, vince sotto gli occhi attoniti dei giocatori abituali.

Gloria, la ragazza di Billy, è intenta a studiare per partecipare un giorno a Jeopardy! I due ragazzi hanno un grosso debito contratto con due malviventi, che hanno stabilito un ultimatum per saldarlo.

Quasi come fosse un segno del destino, Sidney si presenta nella stanza di Billy e Gloria. Riconoscendo la grande capacità di gioco del bianco e con l’ausilio del pregiudizio razziale secondo il quale i bianchi sono ritenuti scarsissimi nel basket, gli propone di fare società per guadagnare un bel gruzzolo suiplayground.

Parte così una sequela di vittorie corrispondente ad un eguale montagna di introiti. Arrivati però a scommettere la somma di 1 700 dollari, Sydney, in combutta con gli avversari, perde deliberatamente per vendicarsi dell’oltraggio subito tempo prima e “dare una lezione di vita” al bianco. Gloria, ricevuta la notizia, fa una giusta scenata a Billy che, avendo perso tutti i loro risparmi, li mette in mezzo ad una strada e, peggio ancora, nelle mani dei malviventi. Billy viene quindi trascinato da Gloria a casa di Sidney per farsi ridare la somma. Gloria quindi parla con Rhonda, moglie di Sidney, che le spiega che non potrà mai riavere i suoi soldi, ma propone una soluzione che potrebbe accontentare entrambe le famiglie (Rhonda vuole fuggire dalla vita squallida del quartiere in cui vive): partecipare ad un gran torneo di basket 2-contro-2.

A questo punto, Gloria pronuncia la frase che fa da filo conduttore al film: “A volte, quando vinci, in realtà perdi, e a volte quando perdi, in realtà vinci. A volte quando vinci o perdi, in realtà pareggi, e a volte quando pareggi, in realtà vinci o perdi. Vincere o perdere è un meccanismo unico dal quale estrarre ciò che ad ognuno serve”. Tale frase, al momento, risulta incomprensibile per Billy.

I due giocatori si presentano al torneo in questione, per il quale il premio è di 5 000 dollari. Billy si mette ad insultare volontariamente la coppia più forte del torneo. In questo modo, galvanizza Sidney che “arrabbiato gioca meglio” e innervosisce a tal punto gli avversari che iniziano a sbagliare e perdono in finale contro di loro. I due portano a casa i 5 000 dollari.

Sidney però fa un appunto a Billy che, nonostante le possibilità avute in partita, non si è mai prodotto in una schiacciata. Billy si infuria e propone di scommettere l’intera somma sul fatto che lui sappia o meno schiacciare. Ciò che Billy diceva, ovvero che chi schiaccia è più propenso a far bella mostra di sé piuttosto che giocare bene, si rivela tutto sommato una scusa, e perde i soldi. Non appena Gloria lo scopre, lascia Billy.

Per riconquistare la sua amata, Billy si propone in una nuova scommessa: aiutato da Sydney, raggiunge il custode degli studi televisivi in cui si registraJeopardy! e, mettendo a segno un tiro dall’altra parte del campo, permette a Gloria di partecipare al quiz. Gloria sbaraglia gli avversari e, quando rientra nel camerino, viene raggiunta da Billy che le suona una serenata con la chitarra. I due tornano insieme.

A questo punto, Gloria racimola una gran quantità di denaro e i fuggiaschi riescono a saldare il loro debito e darsi alla bella vita. Sidney invece, viene derubato di tutto e, nonostante il lavoro redditizio nel campo della vendita di case, non può risollevarsi dalla situazione in cui è caduto. Va a cercare Billy per un aiuto. Billy però ha accettato di cercarsi un lavoro vero e smettere di accattonare soldi; promessa fatta a Gloria. Quando quindi Sidney presenta all’amico la possibilità di un grossissimo premio nello sfidare due leggende nel basket, egli inizialmente declina. Poi però “assicura” la vittoria a Gloria che, come risposta, gli risponde: “Se giochi i miei soldi, io me ne andrò“.

In una lunga partita contro The King e Duck Johnson, i due vincono segnando il punto finale con uno spettacolare alley-oop creato da un passaggio alla cieca di Sidney e schiacciato da Billy. Con un gran gruzzolo in tasca, Billy rientra felicissimo da Gloria che, però, come promesso, se n’è andata. “A volte, quando vinci, in realtà perdi, e a volte quando perdi, in realtà vinci. A volte quando vinci o perdi, in realtà pareggi, e a volte quando pareggi, in realtà vinci o perdi. Vincere o perdere è un meccanismo unico dal quale estrarre ciò che ad ognuno serve”

Sconsolato, Billy va in cerca di Sydney, al quale chiede un aiuto che non gli viene negato. I due inizieranno a lavorare insieme nell’impresa di Sidney.

La scena finale li vede impegnati a discutere sul modo di giocare altrui, finché, esasperati, i due raggiungono un campetto, pronti a darsi ragione o torto con il basket.

Space Jam

è un film a tecnica mista uscito nel 1996. Fonde in un’unica immagine il film classico con attori in carne e ossa con personaggi dell’animazione. I personaggi della Warner Bros, i Looney Tunes, si trovano a dividere lo schermo con grandi campioni della National Basketball Association, primo tra tutti Michael “Air” Jordan, e attori celebri, come Bill Murray.

Trama

Nell’immaginario mondo dei cartoni animati, in un pianeta alieno e posto a distanza abissale dallaTerra, Swackhammer, il proprietario di un Luna Park in declino, è costretto a cercare nuove attrazioni per richiamare il pubblico. Apprende che sulla Terra esistono i Looney Tunes, sicura fonte di spettacolo e godimento per grandi e piccini. Decide allora di inviare un gruppo di alieni per costringere i Looney a lavorare nel suo parco divertimenti.

Quando Bugs Bunny e soci si accorgono delle reali intenzioni del gruppo alieno, per salvarsi e convinti di poter sfruttare a loro vantaggio la bassa statura dei loro avversari, li sfidano ad una partita dipallacanestro. Gli alieni vengono però a conoscenza che lì, in America, giocano i migliori professionisti di tutto il mondo. Si impadroniscono così del talento dei migliori giocatori della NBA e si presentano per la sfida trasformati nelle dimensioni e muscolosissimi. L’unica speranza di vittoria per Bugs Bunny e gli altri personaggi Looney Tunes è quella di “arruolare” tra loro il più grande giocatore di ogni tempo,Michael Jordan. Egli si è però ritirato dalle gare di basket e inizialmente rifiuta ma, quando viene punto sull’orgoglio, accetta di giocare con i personaggi animati. Jordan e i Looney Toones, con un crescendo impressionante, riescono a ribaltare la pessima situazione iniziale della partita, in particolare con una magia a fil di sirena di un personaggio piuttosto rilevante…

Forget Paris

è un film del 1995, diretto da Billy Crystal.

Trama

Mickey Gordon, un apprezzato arbitro americano di basket, recatosi in Francia per eseguire le ultime volontà del padre, desideroso di essere sepolto in Normandia coi suoi commilitoni caduti nello sbarco, si innamora di un’impiegata della linea aerea, Ellen Andrews – un’attraente americana che lavora a Parigi – la quale lo aiuta a trovare la bara del genitore, smarrita. L’amore fa sì che la donna lo raggiunga negli Stati Uniti: ma mentre Mickey è impegnato con le partite lei trova un frustrante lavoro presso una compagnia aerea interna e si deprime.

The Rebound – Ricomincio dall’amore

è un film del 2009 scritto e diretto da Bart Freundlich.

Il film è stato distribuito in Italia direttamente per il circuito televisivo, venendo acquistato da Mediaset e trasmesso da Canale 5 l’11 giugno 2010. L’edizione italiana del film è curata da Ludovica Bonanome per Mediaset. Il doppiaggio è stato eseguito da CD Cine Dubbing sotto la direzione di Massimo Lodolo

Trama

Scoperta l’infedeltà del marito, Sandy decide di lasciare il tranquillo quartiere dove ha sempre vissuto per andare a vivere nel centro di New York. Trova un piccolo appartamento proprio sopra una caffetteria dove lavora Aram, un affascinante giovane uomo, che ben presto diventa il baby sitter dei due bambini della donna. Ma al di là del rapporto di lavoro, i due iniziano a frequentarsi e scoprono di avere molte cose in comune.

Voglia di vincere (Teen Wolf)

è un film del 1985 diretto da Rod Daniel, ed interpretato da Michael J. Fox.

Trama

Un giovane studente liceale americano scopre un giorno di essere un licantropo. Inizialmente nasconde a tutti il suo terribile segreto, fino al momento in cui non viene sorpreso dal padre immediatamente dopo la trasformazione in uomo lupo. Ma la sorpresa coglie impreparato il figlio più del genitore, perché nel momento stesso della “rivelazione” il secondo si mostra al primo nell’aspetto di un uomo lupo di mezza età. Il padre spiega allora al giovane che si tratta di un problema ereditario e che forse farebbe bene ad accettare al più presto questa realtà per poterci convivere.

Così in breve tempo la matricola imbranata diventa estremamente popolare nonché un campione di pallacanestro della scuola. Ma la sua diversità non mancherà di causargli grossi problemi, soprattutto perché il preside della scuola sembra avere un conto in sospeso con il licantropo padre del protagonista. Il preside fa così leva sul complesso di Frankenstein dei giovani studenti per trasformare il mito in un reietto, fino al momento in cui l’inganno verrà smascherato ed il giovane licantropo tornerà a vivere la sua vita in armonia con i compagni.

Basket Music (The Fish That Saved Pittsburgh)

è un film del 1979 diretto da Gilbert Moses, semiseria storia ambientata nel mondo del basket.

Tra gli attori vi sono Meadowlark Lemon (ex-stella degli Harlem Globetrotters) ed alcune leggende della giocatori NBA, tra cui i celeberrimi Julius Erving e Kareem Abdul-Jabbar.

Trama

La squadra di basket di Pittsburgh è in crisi. Un ragazzino di colore, tifoso della squadra,

convince i finanziatori a seguire i consigli di un’astrologa: rifare la squadra con elementi dello stesso segno zodiacale dell’unico campione da tenere, Moses, che è dei Pesci. La squadra ricomincia infatti a vincere.

Che aria tira lassù? (The Air Up There)

è un film del 1993 diretto da Paul Michael Glaser e girato a Hoedspruitt inKenya ed in Canada a Toronto.

Trama

Jimmy Dolan, vice allenatore della squadra nord americana di basket del St. Joseph College, i Bull, alla ricerca di talenti, scopre, in un video su una missione in Kenia dell’ordine religioso che gestisce la scuola, un talento straordinario, il giovane Saleh. Partito per l’Africa dopo diverse peripezie, e l’incontro a Mingori col boss locale Nyaga, che gli offre invano un giocatore della sua squadra, Jimmy incontra finalmente la tribù dei Winabi, guidata dal severo Urudu, padre del giocatore, e contrario alla partenza del figlio che, invece, fatta amicizia con Jimmy, accetterebbe. La tribù è assistita da Padre O’Hara, ex giocatore, e da sorella Susan, donna intelligente e spiritosa che non manca di “punzecchiare” lo spirito “coloniale” con cui agisce Jimmy. La tribù in effetti è nei guai: Nyaga ha fatto razziare il bestiame, base dell’economia locale, per indurre i Winabi ad abbandonare le colline ricche di rame del loro territorio, e Halawi, figlio maggiore di Hurudu, favorevole al progetto, è stato diseredato e lavora per Nyaga, che fa addirittura bruciare il villaggio dai suoi uomini. Si decide così di derimere la questione con un incontro di basket tra Mingori e Winabi, ma, infortunatosi un uomo “chiave” dei Winabi allenati da Jimmy, costui è costretto, anche sotto le pressioni di Saleh e del padre, a farsi iniziare come membro della tribù, sottoponendosi ad una massacrante scalata di un monte e ad un’incisione addominale. L’epico scontro con colpi proibiti e rovesciamenti continui di punteggio, vede alla fine il coraggioso Jimmy, che si è ritirato dall’agonismo per problemi gravi al ginocchio, soccombere: tutto sembra perduto per Winabi, ma Halawi, pentito, chiede perdono al padre, entra in campo e contribuisce al trionfo della tribù. Winabi conserva quindi le sue colline e Saleh esordisce negli Stati Uniti con la maglia dei Bull.

Hoop Dreams

è un documentario del 1994, diretto da Steve James.

Nel 2005 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Trama

Hoop Dreams racconta la storia di due ragazzi di Chicago che sognano di cambiare le loro vite giocando a basket ed entrando nell’nba. Il film documenta il loro cammino verso un sogno, intrecciando anche il punto di vista delle famiglie dei due protagonisti che, nonstante tutto il bagalio di eseprienze difficili, saranno pronte a sostenerli affinchè abbiano un futuro migliore. Il documentario, prodotto nel 1994, ha vinto l’Audience Award al Sundance Film Festival di quello stesso anno ed è stato dichiarato miglior documentario degli anni 90 da Roger Ebert. A distanza di dieci anni il Sundance Festival ne proietterà una versione restaurata.

 

4 pensiero su “i migliori film sul basket”
    1. Ciao Linda, ti confermo che ho visto anche il film che mi hai mensionato. infatti ero indeciso se farlo rientrare tra i primi 10.
      aggiornerò la lista della mia videoteca personale.
      Grazie del consiglio

    1. Ciao Dana,
      visto anche questo film, però non lo considero tra i 10 migliori.
      comunque è un ottimo spot per il basket, anche se è su un genere che deriva dai manga.
      Se ti interessa c’è anche un film, dello stesso filone, dedicato al calcio: shaolin soccer.

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