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ciao,

Oggi voglio riportarvi l’intervista fatta al team di Mentesport esperti in Formazione, Mental Training & Team Building.

L’obiettivo è quello di capire meglio come comunicare con i bambini e gli adolescenti che praticano lo sport del minibasket e basket.

E’ vero che ad ogni fascia di età corrispondono aspettative differenti?
mi spiego, se devo lavorare con bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni, che tipo di approccio devo avere per motivare i ragazzi a praticare lo sport?
Esatto, ogni fascia d’età ha le sue caratteristiche quindi l’istruttore dovrá essere in grado di relazionarsi in maniera diversa con un bambino di 5 anni rispetto a uno di 11. Ogni ragazzo ha le proprie motivazioni c’e chi gioca a basket per stare in compagnia e chi invece perchè vuole diventare come uno dei suoi idoli. L’istruttore più che usare tecniche specifiche per motivare i ragazzi deve essere in grado di capire quali sono le reali motivazioni che li portano in palestra e far forza su quelle. Cosa ancora più importante bisogna ricordarsi che ogni bambino è unico e quindi è fondamentale trovare la giusta modalità relazionale.
Una tecnica per mantenere alta la motivazione è il goal setting, ossia il porsi degli obiettivi che siano raggiungibili e significativi per l’atleta. In questo modo gli atleti sanno in che direzione stanno andando e possono verificare i loro miglioramenti.

Nei bambini più piccoli, 5-6 anni, è importante la componente dell’affabulazione e dell’empatia. Quali sono gli strumenti che un istruttore deve saper utilizzare per creare emozioni e coinvolgere i ragazzi?
Senza dubbio a 5-6 anni è fondamentale giocare, quindi l’istruttore dovrà utilizzare il gioco per far si che i bambini apprendano. I bambini giocando provano emozioni, se si riesce a farli divertire e a farli associare la palestra e il basket alla felicitá allora è più probabile che sviluppino una motivazione intrinseca che li porterà a voler praticare sport più a lungo rispetto ad atleti con una motivazione estrinseca. La motivazione intrinseca è quella che viene da dentro, si gioca per il piacere che si prova e non per ottenere dei risultati o la coppa ( motivazione estrinseca).

Con la pratica agonistica, subentrano le prime paure, come possiamo aiutare i bambini a superarle?
Come dobbiamo comportarci di fronte ad un genitore che vede nella vittoria l’unico risultato utile?
Per aiutare i bambini a superare le paure bisogna essere riusciti a creare un clima positivo e democratico. Se il bambino sa che puó apertamente parlare delle sue paure e che è importante per l’allenatore quello che pensa è già una buona cosa. I bambini capiscono tutto, quindi è importante spiegargli le cose, fargli capire che quelle paure sono normali e cercare insieme di trovare delle strategie per superarle. Alla fine l’unico modo per superare una paura è affrontarla.
A volte capitano dei genitori che vogliono solo che il bambino vinca. Il compito dell’allenatore e della società è quella di mostrare a inizio anno al genitore gli obiettivi  delle squadre e la filosofia della società. Se si è tutti uniti su l’idea che conta la crescita personale e sana dei bambini più che un risultato il genitore non troverà alleati su questo fronte. Altra cosa che la società potrebbe fare è quella di “educare” i genitori, far conoscere il valore formativo dello sport e l’importanza che ha per la crescita dei bambini. Questo si può fare, ad esempio, attraverso delle serate In-formative con degli psicologi dello sport. Altra cosa che si potrebbe fare è fornire uno sportello di ascolto per i genitori con uno psicologo dello sport, a volte è difficile per un genitore accettare che il proprio figlio non sia perfetto e il migliore in tutto.
In età adolescenziale aumentano gli abbandoni e solitamente si attribuisce tale colpa alla mancanza di impegno da parte dei ragazzi, ma non è forse pensabile che siamo noi istruttori o allenatori che sbagliamo nel motivare i ragazzi? 
Ci sono molteplici motivi dell’abbandono sportivo in età adolescenziale ma uno di questi è anche a causa degli allenatori. Più che trovare una tecnica o un modo per motivarli è molto importante instaurare con loro una relazione di fiducia, sincera e di stima reciproca. Un bel rapporto con l’allenatore diminuisce la probabilità di abbandono. Altra cosa importante è, come ho detto  prima, promuovere nei ragazzi una motivazione intrinseca, quindi creare un clima di allenamento volto al miglioramento delle proprie prestazioni e caratterizzato da un clima positivo, in questo modo si porta l’attenzione sulle proprie capacità aumentando il senso di controllo.

ringrazio per la disponibilità

Mentesport srls
 Formazione, Mental Training & Team Building
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