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Ciao,
Negli ultimi anni, specialmente verso fine stagione, anche nel minibasket si registra un fenomeno che pensavo appartenesse solo al mondo del calcio: i genitori manager del campioncino di turno.

Questo mi rattrista molto perché, senza rendersene conto, questi genitori tolgono il piacere del gioco al proprio figlio e contribuiscono ad aumentare gli abbandoni in età adolescenziale.

Solitamente si presentano in palestra tranquilli e osservano il lavoro dell’istruttore ma non fanno trapelare nessuna smania per il loro campioncino. Con il passare dei mesi si fa largo nella loro mente, dopo aver assistito a qualche partita e aver capito le regole basilari del gioco; un idea di cosa é meglio per il loro campione, così si sentono pronti per sferrare l’attacco all’istruttore e alla società di turno. Le frasi tipiche sono: “si ma mio figlio qui é sprecato” ,”ma in questa società giocano tutti ma cosi non vinciamo mai nulla”, e cose simili.

A questi genitori mi verrebbe voglia di indicargli il nostro obiettivo per bambini di 10-12 anni che non é vincere il trofeo minibasket, ma bensì la crescita dell’autostima e la consapevolezza dei propi mezzi che gli permetteranno in futuro di crescere come uomo e come giocatore. Quanti bambini abbiamo cresciuto in palestra? Li abbiamo visti arrivare a 5 anni curiosi ed impauriti da questa palla più grande di loro, li abbiamo accompagnati in un percorso formativo consolidando gli schemi motori fino a farli diventare padroni di quella palla che li spaventava. Abbiamo sudato con loro mentre facevamo i giochi di abilità, li abbiamo incitati, li abbiamo coccolati, li abbiamo sopportati, li abbiamo supportati; sempre con il sorriso e lo spirito giusto del gioco.

Poi ecco arrivare il genitore procuratore che inizia a guardarsi in giro alla ricerca del centro minibasket “vincente” quello che vince perché sono meglio organizzati come società o perché c’è un istruttore severo che fa rigare dritto i bambini come veri soldati.

Alla fine io non ci faccio più caso, perché esporre il proprio punto di vista e quello della società ad una persona che non ascolta é tempo sprecato. E sempre il tempo ho visto che mi da ragione.

Direi piuttosto ai genitori di svolgere il proprio ruolo e di incitare dalle tribune il proprio campioncino, sicuri che l’istruttore a cui è affidato è sicuramente più qualificato e sta lavorando al bene dei propri ragazzi.

Ciao

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