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Dal Master di Minibasket

di quest’anno tenutosi a Porto San’Elpidio mi porto a casa, oltre alla gioia di passare giornate con amici, colleghi e formatori; una metodologia per insegnare le prime conoscenze ai bambini di 5 e 6 anni (pulcini/paperine). Molti centri minibasket sottovalutano questa categoria commettendo un errore che poi avrà conseguenze sull’intero centro minibasket.

Più volte ho parlato di questo argomento, vedete i miei articoli precedenti pulcini: affabulazione e storie e l’importanza della scelta dello staff tecnico ma mi preme sottolineare il fatto che, a volte, si è talmente presi dalla storia che crea il contesto da dimenticarci l’obiettivo della lezione.

E’ difficile, soprattutto per chi non ha mai fatto questa categoria, iniziare senza fare errori, però vediamo di seguire alcuni consigli utili per costruire una lezione che crei empatia ma allo stesso tempo sia allenante per i bambini.

Siamo abituati a dividere la lezione in tre momenti:

  • Attivazione
  • Fase centrale
  • Gioco finale

Bene questa suddivisione, per i bambini di 5 e 6 anni non è più funzionale all’apprendimento in quanto l’attenzione dei bambini in questa categoria si aggira intorno ai 20-30 minuti su una lezione di un’ora come si evidenzia in questa tabella.

vi consiglio di leggere il seguente articolo in merito alla tabella riportata.

Premesso quanto scritto sopra, vediamo come poter ottimizzare una lezione minibasket per la categoria pulcini in modo funzionale alle loro esigenze e agli obiettivi che noi vogliamo raggiungere.

Per prima cosa dobbiamo definire gli obiettivi della lezione (Spazio Topologico, Schemi motori di base, Pre-requisiti motori, capacità coordinative), dobbiamo quindi tenere ben presente cosa il bambino deve apprendere e sviluppare;

Successivamente dobbiamo creare il contesto funzionale, l’affabulazione e l’empatia che sarà il filo conduttore della nostra lezione; attenzione però a non farci prendere dalla storia o dal personaggio rischiando di cadere in due errori tipici: il dilungarsi delle spiegazioni e uscire dall’obiettivo.

L’attivatore emotivo: è un evento che riaccende l’attenzione e lo stimolo nel caso il gioco diventasse ripetitivo facendo calare l’attenzione; potrebbe essere un bambino che all’improvviso diventa un cacciatore da cui tutti devono scappare, oppure un segnale visivo o acustico a cui i bambini devono rispondere con delle azioni.

Questo ci porta a riscrivere la struttura della lezione nel seguente modo:

  • Fase unica: tutti sono in movimento, tutti hanno un compito condiviso e coinvolgente in base al contesto
  • Gioco Ponte: gioco a piccoli gruppi di 3-4 bambini per passare da un gioco all’altro, per pulire il campo e passare alla fase finale.
  • Fase finale: 2c2 (???) ma come? già la partita a questa eta?

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Qui dobbiamo fare una precisazione… perchè no?! 

in altri sport, esempio il calcio, i bambini sin dalla prima lezione fanno la partitella, perchè noi non dovremmo farla? E’ vero che forse i bambini a questa età non troveranno stimoli e, anzi, potrebbero demoralizzarsi nel non riuscire a fare canestro; qui ci viene in contro l’easybasket utilizzando il punteggio di 3 punti per un canestro e 1 punto se tocco il ferro; posso utilizzare canestri più bassi; posso usare la logica della partita al RE. Sta a noi istruttori valutare il gruppo.

Il nostro obiettivo in questa fase non è la partita, ma quello che succede al di fuori del campo. NON POSSIAMO FAR GIOCARE 4 BAMBINI e pensare di tenere gli altri (8 o più) fermi a guardare. Questa è la sfida. dobbiamo lavorare con i bambini fuori dal campo mentre quattro di loro giocano 2c2 (una o due azioni non di più). Il nostro focus non è la partita! ma quello che organizziamo fuori dal campo.

quindi dobbiamo continuare a lavorare con i bambini utilizzando lo spazio a bordo campo mantenendo il contesto e l’obiettivo.

Esempio, se abbiamo lavorato sulle capacità visive, i bambini fuori dal campo, anche loro divisi in squadre, devono seguire la palla e ad un segnale visivo devono fare un determinato compito, possono prendere i cinesini in base ai punti fatti dai loro compagni nel 2c2, ecc…

A noi istruttori è richiesto questo. Non importa se i bambini non faranno canestro le prime volte, ma andranno a casa dicendo che hanno fatto la partita. Sta a noi rendere la lezione piacevole e coinvolgente.

un esempio di lezione potete trovarla nel mio articolo Prime conoscenze: RICONOSCERE E SCEGLIERE A 5/6 ANNI oppure la Lezione di roberta Regis Roberta Regis: cowboys e Indiani

buon lavoro.

 

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