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Ciao, ecco un altro articolo del nostro collaboratore Prof. Alessandro Onofri  Preparatore fisico F.I.P. sull’attivazione psico-fisiologica legato allo stato emozionale dell’atleta.

Con l’espressione attivazione psico-fisiologica si intende il livello globale di attività espressa in un dato momento dal sistema nervoso; ad esempio l’attivazione è minima nel sonno profondo ed aumenta gradualmente man mano che cresce lo stato di veglia del soggetto.

Il livello di attivazione è strettamente legato allo stato emozionale dell’atleta; infatti un atleta in uno stato di forte eccitazione emotiva presenta un livello di attivazione molto alto. Questo processo si manifesta in vario modo: il cuore accelera, la ventilazione diventa più frequente, la pressione del sangue sale e per concludere la traspirazione aumenta.

Poiché le gare sportive sono un evento che comporta un certo grado emozionale, risulta naturale che anche in questo caso l’organismo reagisca ad esse come di fronte ad un’emergenza cioè innalzando il livello dell’attivazione. Tuttavia il problema è che questo incremento, utile fino ad un certo livello, diventa controproducente quando è troppo elevato. Al contrario un livello minimo di attivazione rende la prestazione scadente; in questo caso si dice in gergo che l’atleta è “scarico” e ciò può essere dovuto al fatto che egli non sia motivato o che non riesca a concentrarsi.

Ma come valutare il livello di attivazione?

Non possedendo sofisticate apparecchiature che misurano gli indici fisiologici (bio-feedback), è sufficiente per noi allenatori e preparatori atletici sottoporre i nostri atleti ad un facile e veloce test per valutare il livello di attivazione psico-fisiologica. A tale scopo vi suggerisco il questionario di Pietro Trabucchi del 1993 che risulta utile per capire lo stato emotivo e di eccitazione con cui i nostri atleti affrontano gli allenamenti e la partita.

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