Come la pressione pre-gara può bloccare i giovani atleti e cosa dire invece per favorire concentrazione, fiducia e piacere di giocare
“Oggi si deve vincere, oggi è importante.”
Vi è mai capitato di dire, magari con leggerezza, “Oh, questa partita è fondamentale, non possiamo sbagliarla!” E loro, puntualmente, giocano la peggior partita mai giocata.
Perché?
Perché loro lo sanno già che quella è una partita importate. Quando noi genitori, invece che rasserenare e alleggerire aggiungiamo il carico delle nostre parole, spesso quel “bisogna vincerla” diventa un peso in più.
Pensiamo che richiamare l’importanza dell’evento li aiuti a concentrarsi meglio o di più, quasi come se così facendo loro daranno il massimo. Ma quel messaggio aumenta la pressione. Sposta l’attenzione dal piacere di fare bene, dal concentrarsi sul proprio gioco e sul proprio impegno, all’ansia di non sbagliare. Non per tutti, ovvio. Per alcuni può trasformarsi in energia pura, in concentrazione.
Per altri, soprattutto i ragazzi più sensibili, può diventare ansia da prestazione. Le emozioni si confondono, la testa si blocca, e a volte proprio l’importanza della gara spegne la capacità di esprimersi al meglio.



Allora cosa serve davvero? Io dico che serve solo un respiro profondo, una pacca sulle spalle, un sorriso!
Qualcosa che dica chiaramente: “qualsiasi cosa accada, c’è qualcuno accanto a te che resta presente, che osserva, che apprezza lo sforzo e la determinazione”. Sapere che l’adulto è fiero di te indipendentemente dal risultato è uno dei fattori più protettivi per l’autostima. A volte basta un sorriso, un abbraccio o poche parole semplici: “Io sono con te, qualsiasi cosa succeda”, “Sono fiero di come ti sei preparato”.
Non è una frase motivazionale, è una dichiarazione di presenza, quella presenza che permette ai ragazzi di concentrarsi su ciò che possono davvero controllare: il loro impegno, il loro gioco, il loro piacere. Perché la vittoria non è tra le cose che possono controllare o determinare. Quello resta fuori dal loro potere, e noi adulti possiamo aiutarli a mettere a fuoco proprio questa differenza. Quando comprendono cosa possono controllare e cosa no, l’evento importante smette di essere un peso e diventa un’opportunità.
Se proprio devi dire qualcosa, aiuta tuo figlio a darsi un obiettivo fattibile e realizzabile, su cui vuole stare concentrato e impegnato, e soprattutto che dipenda solo da lui.

